domenica 5 febbraio 2012
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Storia Amiata
Le Miniere del Monte Amiata e l'estrazione del Mercurio
Cinabro - HgS -
Sistema cristallino trigonale trapezioedrico.
Si presenta molto raramente in cristalli più comunemente in masse granulari, compatte o terrose.
Minerale comune
Colore del minerale: Rosso
Lucentezza: Adamantina se in cristalli, opaco se in aggregati.
Durezza: 2 - 2,5
Il cinabro era già molto conosciuto dagli etruschi che lo impiegavano come colorante , sia per la marcatura degli animali da allevamento, sia per la tintura delle stoffe. Nei secoli si ricorda questo minerale principalmente perché da esso si estraeva il mercurio , ricavato per arrostimento del cinabro in aria e successiva condensazione dei vapori. Da sempre il mercurio è stato impiegato dall’uomo per vari scopi
Eccone solo alcuni:
Come amalgama per l'estrazione dell'oro e dell'argento.
Fabbricazione del fulminato di mercurio, impiegato come innesco nei proiettili.
Nell’industria dei cappelli di feltro, i cui peli venivano ammorbiditi con nitrato di mercurio per renderli più adatti alla feltratura.
Nella costruzione di strumenti come Termometri, barometri e altri.
Lampade al vapore di mercurio che generano raggi ultravioletti ad azione battericida
Preparazione della soda caustica
Preparati Odontoiatrici per le otturazioni
Pile al mercurio
Di conseguenza la commercializzazione di questo elemento ha rivestito in campo economico in tutti i tempi un’ importanza strategica.
Come già spiegato, vari settori dell'industria chimica, farmaceutica ed elettrica lo hanno sempre impiegato in modo massiccio, fino a quando a metà degli anni settanta non furono chiari i retroscena dell’uso di questo elemento legati soprattutto all’enorme inquinamento che esso produce. Infatti il Mercurio è considerato uno degli elementi inquinanti più pericolosi in quanto si accumula negli organismi e lungo la catena alimentare. E' una sostanza tossica, che agisce oltre che sul sistema nervoso, anche sul cuore, sui reni e sul sistema
immunitario. Nell'uomo viene assimilato attraverso il cibo principalmente dal pesce. Il monte amiata è stato uno dei principali centri nell’estrazione del mercurio di tutta italia. Numerose sono state quindi le miniere estrattive del cinabro presenti sul territorio. Di seguito alcuni cenni storici su alcune di esse.
La miniera del siele
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Situata quasi interamente nel comune di Piancastagnaio, ed in parte in quello di Castell’Azzara. La storia della miniera del siele, risale alla prima metà del 1800, quando per caso furono rinvenuti pezzi di cinabro puro in uesto territorio. Successivamente iniziò lo sfruttamento industriale Attorno alla miniera del Siele nacque un vero e proprio centro abitato, con scuole case distributore di benzina ,chiesa e tutto quello che poteva servire alla vita di una comunità.La miniera fu definitivamente chiusa solo nel 1976 e definitivamente abbandonata.
Oggi visitando il paese ormai ripreso dalla vegetazione, si possono ancora vedere i resti delle case e degli impianti ormai silenziosi . Una visita molto suggestiva.
La miniera del morone.
Ai piedi della Rocca Silvana nella frazione di Selvena comune di Castell’Azzara. Si hanno cenni storici dello sfruttamento di questo sito per l’estrazione del cinabro , già ai tempi degli etruschi e durante tutto il medioevo fino agli Aldobrandeschi signori di tutta la zona. La miniera è definitivamente chiusa all’inizio del 1980.
Miniera del Cornacchino
Situata interamente nel comune di castell’azzara. Situata a tre km dal centro abitato in direzione del Monte Penna. Ad oggi ne rimangono molte tracce. L’Inizio dell’attività estrattiva risale all’età precristiana, lo testimoniano ad esempio reperti come il piccone di quarzite rinvenuto al Cornacchino nel 1910. La minera vera e propria risale però al periodo etrusco e finì dopo la grande guerra, nel 1920 circa.