Presentazione
Il Monte Amiata è una montagna alta 1738 m.s.l.m. della toscana meridionale, praticamente incastrata tra la Maremma, la Val d'Orcia e la Val di Chiana, e confinante con umbria e Lazio da qui si dominano le vallate del

lago di bolsena e del chianti.
L’amiata è divisa in tra la provincia di Grosseto e quella di Siena ed è la più importante stazione sciistica della Toscana meridionale.
Origine ed evoluzione
Già nel Pliocene inizia quell'intensa attività magmatica che caratterizza il nostro territorio e che, continuata poi per tutto il Quaternario
e che ha consentito la formazione di alcuni piccoli plutoni granitici e granodioritici come quelli dell'Isola d'Elba e del versante tirrenico della Toscana, e vulcanici come quelli di Monte Amiata e dei Monti Cimini. A questa attività endogena sono legati sia i giacimenti di cinabro del Monte Amiata, sia le manifestazioni geotermiche di Larderello.
L’antico vulcano, ormai spento, con presenze di rocce e di laghetti di omonima origine, può far risalire la sua ultima eruzione a circa 700.000 anni fa. L'Amiata è ricchissimo di acque.Le sorgenti, che sgorgano in notevole quantità laddove finiscono le rocce trachitiche e inizia il basamento calcare-argilloso, costitusicono una imponente ricchezza idrica che caratterizza

da sempre questo rilievo vulcanico. Osservando l’amiata da lontano si ha l’idea di in montagna isolata, in realtà possiamo parlare di un massiccio montuoso amiatino, infatto oltre all'omonima vetta esso include anche una serie di cime contigue e divise sui due versanti grossetano e senese. Su quello grossetano troviamo rilievi di Poggio Trauzzolo (1.200), Monte Labbro (1.193), Monte Civitella nella grande Castell’Azzara (1.107), Monte Buceto (1.152), Monte Aquilaia (1.104) e Monte Calvo (930). Sul versante senese si ergono invece le vette di Poggio Zoccolino (1.035), Poggio Le Perazzette sul confine tra le due province (922) e Poggio Roccone (913).Il monte amiata è circondato da diversi centri abitati di elevato interesse storico e artistico, in un’area dove da sempre l’uomo risiede e dove hanno vissuto ciclicamente popoli come gli Etruschi, e più recentemente nel medioevo domnio dei Carolingi, della Repubblica di Siena e infine prima della storia moderna del Granducato di Toscana.
Economia
Da sempre l’economia dell’Amiata è stata legata al legname ed alle castagne.
La coltura del castagno da frutto ha da sempre avuto diffusione nell'area amiatina grazie alle condizioni pedologiche e climatiche particolarmente favorevoli. La coltivazione del castagno nella zona del Monte Amiata avviene a quote comprese fra i 350 e 1000 m s.l.m., su terreni derivati dal disfacimento di rocce vulcaniche acide: queste condizioni ambientali ottimali conferiscono al prodotto particolari caratteristiche organolettiche.
Fin dal XIV secolo gli Statuti della comunità dell'Amiata prevedevano regole molto rigide sia pe la salvaguardia che per lo sfruttamento della castagneta, nonché per la raccolta dei frutti e per la produzione di legname.

Tali normei non consentivano il taglio delle piante sie esse verdi che secche finchè erano in piedi imponendo ai trasgressori sanzioni pecuniarie molto onerose; la raccolta delle castagne doveva rispettare un preciso calendario che prevedeva un primo periodo di a favore del proprietario della castagneta ed uno successivo, dove la raccolta era libera, quest'ultimo si protraeva anche fino a carnevale per permettere a tutti, anche i più poveri, di poter trovare un minimo di sostentamento in un clima rigido dove le risorse a disposizione erano veramente poche.
Le varietà utilizzate per la produzione della castagna dell'Amiata IGP sono: marrone, la bastarda rossa ed il cecio;

Per la vendita, fatta esclusivamente nelle apposite retine, la diverse varietà non devono essere mescolate, e si devono rispettare per le diverse pezzature.
La castagna è protagonista di molte ricette tipiche locali come il castagnaccio, i necci e la polenta"...è il cibo favorito, ed economico del Popolo, ed è essa tanto nutriente, che le persone additte ai lavori più duri di sega, di accetta, e di marra non di altro campano, che di polenta, e di acqua, o come scherzosamente quassù dicono, di pan di legno e di vin di nùvoli..." Viaggio al Monte Amiata (G.Santi, 1795).

La castagna e il legname, unitamente al turismo in forte via di espansione, sono le principali risorse dell’Amiata, Vanno inoltre citate oltre che le rispettive aree “industriali” rispettivamente in val di paglia per il versante senese e quelle collocate ai margini degli abitati di Castel del Piano e di Arcidosso per la provincia di Grosseto, anche la produzione di energia elettrica da parte dell'Enel, che utilizza le emissioni di vapore geotermico nelle zona di Piancastagnaio (SI) e Bagnore tra Arcidosso e Santa Fiora,(GR) provenienti dalle profondità del sottosuolo interessato ancora da fenomeni paravulcanici.
L’ anello collinare che precede la montagna vera e propria è fortemente interessato dalla coltivazione di oliveti e vigneti, che restituiscono alle sapienti mani dei loro produttori pregiatissimi frutti come l’olio di Seggiano e il vino la cui qualità è tutta nei nomi del Brunello di Montalcino che dell’Amiata è l’avamposto verso Siena e del giovane ma ormai famoso ed apprezzato Montecucco oltre ovviamente al Morellino di scansano.
Oltre questa fascia incomincia la Nella parte più alta invece si possono trovare vari altri prodotti del sottobosco tra i quali spicca sicuramente il fungo anch’esso da sempre alimento delle popolazioni locali raccolto ovunque nell’anello del monte, durante le due fungature annuali, a fine primavera, e in autunno in tutte le zone dell'Amiata .

Tantissime solo le sagre e le manifestazioni che riconducono alla celebrazione di questo fantastico prodotto.
Anche le diverse varietà di tartufo che si trovano specialmente nella zona di castell’azzara contribuiscono alla caratterizzazione di questo variegato e bellissimo territorio.