domenica 5 febbraio 2012

Principali centri

Castagneta
 
Il monte Amiata, situato nella parte sud della Toscana tra la provincia di Siena e Grosseto, consente di raggiungere luoghi di interesse turistico molto diversi tra loro ,ma assolutamente interessanti, come ad esempio la val d’orcia, e quindi Pienza o Montepulciano le zone degli etruschi, e quindi Sorano Sovana e Pitigliano l’alta tuscia e quindi il lago di Bolsena.Il monte amiata stesso può essere meta di un soggiorno di assoluto interesse per chi desidera una vacanza alternativa.Da sempre, l’economia dell’Amiata è stata trainata dalle risorse del territorio, una civiltà contadina dunque, che ha sempre poggiato la propria esistenza sulla fatica della lavorazione della legna, delle miniere di cinabro, i pascoli per il bestiame, le castagne e l’artigianato.Una vita dura da sempre, che infatti si riflette nel carattere tipico della gente di montagna. Per chi ama la vita all’aria aperta, il monte amiata è sicuramente un luogo per tutte le stagioni. Le grandi faggete che lo rivestono, la rete delle piste da sci, la sentieristica percorribile a piedi in bicicletta o a cavallo, le castagne in autunno, i funghi , il vino e l’ olio ed infine ma non per ultimi l’ospitalità e la buonissima cucina fanno di questo angolo di toscana meridionale un luogo ideale per un soggiorno anche breve se vogliamo, ma assolutamente in grado di riportare a misura d’uomo la frenesia delle vita cittadina.
Arcidosso: Situato sul versante ovest della montagna si affaccia sul versante che scivola verso la maremma. Assolutamente da vedere sono la rocca Aldobrandesca medievale, ed il parco faunistico. Nella frazione di Montelaterone, caratteristico borgo medievale, si può visitare la Pieve di Santa Maria in Lamula, in stile romanico. Il parco faunistico del monte amiata, che ospita il lupo appenninico e il monte labbro, ultimo rifugio di Davide Lazzaretti il profeta dell’amiata. Ad Arcidosso è inoltre presente il santuario buddista Merigar creato dal Maestro tibetano Choegyal Namkhai Norbues 25 anni fa. A Seggiano si trova La Fondazione "Il Giardino di Daniel Spoerri: Hic Terminus Haeret", che ha sede nell'abitazione laboratorio di Daniel Spoerri, questa oltre alla gestione del parco-museo, prevede la possibilità di soggiorno per motivi di studio e ricerca per tutti coloro che operano nell'ambito della creatività artistica. Oltre alle opere di Daniel Spoerri nel giardino sono esposte molte opere di suoi amici artisti:
Castel del piano.Anchesso affacciato sul declivio che si estende verso la maremma, e circondato dalle faggete e dalle castagnete che risalgono che risalCastel Del Piano è senza dubbio il maggiore centro degli scambi commerciali del versante grossetano dell’Amiata, Centro di villeggiatura estiva ed invernale, famoso per il Palio dell’assunta che si corre in agosto e che vede rivaleggiare da sempre le contrade rivali, Le frazioni di Montegiovi e Montenero, meritano una visita.
SantaFiora:Ubicato nel versante ovest del Monte amiata, Santa Fiora è un borgo medievale attorno alla sua rocca ed alla piazza principale. La "Peschiera", che raccoglie le acque del fiume fiora in una vasca circondata dal parco con giardino La frazione di Selva sulla strada verso Castell’Azzara con il convento della SS.Trinità. Nel territorio della frazione si trova il biotopo di abete bianco.
Piancastagnaio: Borgo medievale situato ad oriente del versante amiatino e costruito intorno ad una rocca aldobrandesca risalente al secolo XI e oggetto di contesa tra Orvieto e Siena sin dal tredicesimo secolo. Oltre la rocca aldobrandesca, aperta al pubblico in orario di visita, a Piancastagnaio vi si trova il palazzo del Marchese Bourbon del Monte del 1600. Tipico il Cstagnaccio di Piano e il Crastatone, manifestazione che si svolge generalmente il primo di Novembre che scandisce la fine della raccolta della castagna. Vi si svolgono manifestazioni ed espressioni dell’artigianato locale.
Abbadia San Salvatore:E’ sicuramente il borgo medievale meglio conservato di tutto il comprensorio amiatino. Sin dal 1350 circa fa parte dei possedimenti senesi dopo una estenuante contesa con lo stato di Orvieto. L’abbazia dell’anno 700 dopo cristo conserva una cripta che si raggiunge da due scalinate laterali Abbadia san salvatore e che conserva assolutamente tutto il fascino antico del medioevo. Il museo dell’abbazia conserva pezzi unici appartenenti allo stesso monasteo.Ad abbadia è possibile inoltre visitare il museo minerario situato nella torre dell’orologio.Il borgo è famoso nel territorio anche per una caratteristica manifestazione che si svolge ogni anno la notte del 24 di dicembre, durante la quale in molti angoli del paese vengono accese delle grandi fiaccole formate da cataste di legna che hanno basi anche di divrsi metri quadrati con anche 4 metri di altezza, alle quali viene dato fuoco dall’alto verso sera e che bruciano fino al mattino in un’atmosfera goliardica romantica e surreale, le “lute” delle fiaccole si disperdono in aria accompagnando fiumi di persone che specialmente nelle antiche vie del borgo vecchio fanno a gara per avere il vino nuovo nelle fraschette aperte tutta la notte.
Castell'Azzara:“Quando si parte il gioco della zara, colui che perde si riman dolente, repetendo le volte, e tristo impara: con l'altro se ne va tutta la gente; qual va dinanzi, e qual di dietro il prende, e qual da lato li si reca a mente: el non s'arresta, e questo e quello intende; a cui porge la man, piú non fa pressa; e cosí dalla calca si difende.” Dante alighieri descrive cosi il gioco dei dadi della zara “Correva l'anno 1212, quando Ildebrandino, Bonifacio e Guglielmo Aldobrandeschi, durante una visita ai loro possedimenti, giunsero alle pendici del Monte Penna. Da lassù l'occhio spaziava su tutta la valle del Fiora, sull'immensa bassura del Paglia; erano lì, a due passi, i numerosi castelli che formavano quasi una cintura protettiva intorno intorno al vasto comitato aldobrandesco della zona montana....... “ ( G.B. Vicarelli, Castell'Azzara e il suo territorio. Memorie storiche.) (Tratto dal sito del comune ndr) e questa è in sistesi la storia della nascita del borgo medievale di Castell’azzara è situata alle pendici meridionali del Monte amiata. Recentemente rivalorizzata a livello regionale come città del tartufo. Vi si trovano da sempre il tartufo bianco, il Marzuolo il Nero lo Scorsone e l’uncinato. Il comune è oggi riconosciuto come il primo della provincia di Grosseto per la produzione di questo nobile tubero. La rocca Aldobrandesca, situata nel centro del borgo medievale si presenta molto modificata a causa del progressivo deperimento e per l'utilizzo che nel tempo ne è stato fatto, tuttavia conserva ancora l'originaria imponenza. Vale senzaltro una visita alla riserva naturale del monte penna, alla grotta del sassocolato visitabile su prenotazione al gruppo speleologico l’orso e che ospita specialmente in inverno una delle colonie di nottole maggiori del mondo , alla villa sforzesca nell’omonima località a pochi km dal paese, e a Rocca silvana, nella frazione di Selvena, la rocca anchessa aldobrandesca, ed in parte restaurata sorge sopra uno sperone di roccia allora inespugnabile, affacciato sul fiume fiora. Non nel comune di castell’azzara ma a pochiissimi km sono visitabili i ruderi della rocca di Montevitozzo e la rocca di Castell’ottieri nel comune di Sorano costruita nel 400 dalla famiglia degli Ottieri. Completa il percorso turistico la visita a Proceno, un comune di origine etrusca della provincia di Viterbo ma a pochi KM da Castell’azzara, dove si possono visitare le mura che circondano il paese ed all’interno e la rocca antica e il caratteristico borgo ben conservato